Nato nel 1860 da un brevetto inglese, il LINOLEUM si basa sullo sfruttamento industriale di un fenomeno naturale: l'ossidazione dell'olio di lino. Questo processo crea una pellicola (chiamata "cemento" in gergo) che costituisce il legante di base per la produzione del linoleum.

linoleum in cucina

Il metodo classico di produzione del linoleum inizia con l'ossidazione di grandi quantità di olio di lino. Il "cemento" ottenuto viene fatto riposare per un po' di tempo, tagliato a pezzi e messo nel impianto di miscelazione dove vengono aggiunti: farina di legno, sughero, carbonato di calcio, resine naturali, stabilizzanti e coloranti. Questo impasto sminuzzato viene spalmato su un tessuto di iuta e calandrato. Il telo viene stagionato nelle cosiddette "stufe" ad una temperatura di circa 60°C. Dopo 20 - 28 giorni i teli possono essere avvolti e commercializzati. Il linoleum ha la caratteristica di rigenerarsi nel tempo. L'ossidazione continua anche dopo i 28 giorni, producendo la linoxina che protegge il pavimento stesso.

Il linoleum viene prodotto in formato telo di altezza 2 mt con lunghezze che variano dai 20 ai 30 mt, con spessori da 2 / 2,5 / 4 mm. Per agevolare la sua manutenzione si applicano finish protettivi.

Il suo impiego è favorito dal fatto di essere un materiale completamente naturale. Grazie alla sua composizione è classificato come prodotto ecologico e riciclabile. Queste caratteristiche, abbinate all'ampia disponibilità di colori lo rendono un pavimento sempre moderno e versatile.